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SERVIZI DI VIGILANZA AI SEGGI ELETTORALI REFERENDUM 2026. DUE TAVOLI, DUE TRATTAMENTI: IL PARADOSSO PIRANDELLIANO.

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La Segreteria Regionale Lombardia UNARMA Associazione Sindacale Carabinieri intende portare alla Vostra attenzione una circostanza che, per modalità e contenuti, richiama in modo quasi emblematico le atmosfere tipiche della narrativa pirandelliana, dove il confine tra logica e paradosso si assottiglia fino a generare situazioni tanto reali quanto disorientanti.

Il contesto è quello della provincia di Pavia, in occasione del referendum del marzo 2026.

In un medesimo esercizio di ristorazione convenzionato per la somministrazione dei pasti al personale delle

Forze dell’Ordine impegnato nei servizi di vigilanza ai seggi, si sono trovati a condividere lo stesso spazio appartenenti all’Arma dei Carabinieri e personale della Polizia di Stato, tutti impiegati nel medesimo servizio di vigilanza ai seggi elettorali e nello stesso ambito territoriale.

Ed è proprio qui che la realtà sembra assumere i contorni del paradosso: due tavoli, stesso locale, stessa missione istituzionale, ma condizioni diverse. Il personale dell’Arma dei Carabinieri disponeva di un budget per il pasto pari a 15 euro, mentre il personale della Polizia di Stato beneficiava di un importo di 18 euro.

A parità di servizio e di contesto operativo, al personale della Polizia di Stato è stata riconosciuta non solo una disponibilità economica superiore, ma anche la possibilità di accedere a un’offerta di menu più ampia, determinando così un trattamento complessivamente più favorevole.

Una situazione che richiama, quasi simbolicamente, le dinamiche care a Luigi Pirandello: come in Uno, nessuno e centomila, dove la realtà si frammenta in percezioni diverse, anche qui ci si trova di fronte a una verità che cambia a seconda del punto di vista – o, in questo caso, dell’appartenenza amministrativa. Oppure come in Così è (se vi pare), dove ciò che appare evidente perde consistenza di fronte all’assenza di spiegazioni univoche.

Le ragioni di tale disparità, infatti, allo stato attuale, non risultano note. Sembrerebbe che la Prefettura di Pavia abbia previsto un massimale di 18 euro per pasto per ciascun operatore, mentre il Comando Provinciale dei Carabinieri di Pavia – o comunque articolazioni dipendenti – avrebbe autonomamente ridotto tale soglia a 15 euro.

Tuttavia, non risultano ad oggi motivazioni ufficiali a giustificazione di tale scelta. È proprio in questa mancanza di chiarezza che si consuma il tratto più critico della vicenda: non tanto la differenza in sé, quanto l’assenza di trasparenza che la accompagna.

Un elemento che genera inevitabilmente disorientamento tra il personale e che rischia di minare il principio di equità, fondamentale in contesti operativi condivisi.

Tale situazione appare francamente inaccettabile.

Non è concepibile che, a parità di impiego, responsabilità e servizio svolto, si determinino differenze di trattamento così evidenti, peraltro senza alcuna motivazione esplicita e verificabile.

Ancora più preoccupante è la percezione che simili decisioni possano essere adottate con leggerezza, quasi nella convinzione che non emergano o non suscitino legittime reazioni.

UNARMA ASC Lombardia condanna con fermezza tali modalità operative e richiama con decisione le Amministrazioni competenti a fornire con urgenza chiarimenti puntuali e documentati sulla vicenda. È necessario ristabilire condizioni di equità, uniformità e trasparenza, nel rispetto della dignità professionale di tutto il personale coinvolto.